L’European Space Agency (ESA) ha parlato chiaro: la spazzatura nello Spazio continua ad aumentare.

Lo scorso Ottobre è stato registrato un possibile pericoloso incrocio che fortunatamente non si è verificato. Si tratta dell’incontro tra un satellite russo ormai fuori uso e un pezzo di un razzo cinese. Tutto questo è accaduto a “soli” 991 chilometri di altezza sopra l’Antartide.

Pensate che i detriti e le schegge che si creano da una presunta collisione viaggiano nel vuoto a velocità elevatissime, diventando così dei veri e propri proiettili che vanno a colpire la sicurezza dei satelliti, degli astronauti e non solo. I frammenti, anche se raramente, potrebbero colpire la Terra.

Siamo anche noi i diretti interessati, ogni volta che si guarda il cellulare o la televisione si utilizzano servizi che sono collegati ai satelliti.

Non a caso sta diventando una preoccupazione a livello globale e per questo motivo l’ESA e l’Onu hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione.

Alcuni numeri

In media in un anno si verificano circa 12 collisioni, generando nuovi frammenti.

Lo spazio in questo momento è condiviso da 2mila 700 satelliti funzionanti, 2850 satelliti spenti e circa 1950 rottami. Aggiungendo a queste cifre circa 26mila detriti che sono controllati dalla Space Surveillance & Tracking (SST) e da altre reti internazionali.

Bisogna ringraziare anche i sensori italiani che sono riusciti ad individuare la caduta nell’Atlantico dello stadio di un razzo cinese. Ma la sicurezza è sempre al primo posto, nel caso di un possibile evento, vengono immediatamente avvertiti gli operatori proprietari dei satelliti che sono a rischio.

Fortunatamente la soluzione per i detriti spaziali esiste e si chiama “robot spazzino”, di cui abbiamo parlato in un articolo precedente.

Attendiamo con ansia il 2025.

Di Chiara Notargiacomo

Fonti: https://www.corriere.it/buone-notizie/21_febbraio_25/rifiuti-spaziali-rischio-collisioni-orbita-attorno-terra-56f32bba-777f-11eb-b71c-971d2c071301.shtml

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