Autore di Pillole di Sicurezza. Laureato triennale in Ingegneria industriale, attualmente iscritto al percorso di laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile (indirizzo industriale). Ritengo che la conoscenza sia un diritto e un dovere, che ognuno di noi deve aggiornare e coltivare. Per questo pongo tutti i miei sforzi per far sì che la Sicurezza, sia nel campo della Safety che nel campo della Security, sia sempre più condivisa e compresa, poiché la ritengo essenziale, non solo per il mondo del lavoro, ma per la nostra società moderna.

I danni indotti dalle microplastiche

Prosegue la trattazione, dell’articolo precedente, sulle “microplastiche”, concentrandoci sulla loro presenza in determinati luoghi e sui danni da loro provocati; nello specifico, si analizzeranno gli effetti delle microplastoche negli ambienti marini, mentre nel prossimo articolo, ci si focalizzerà sugli ambienti terrestri.

Tale trattazione è fondamentale, in quanto la presenza di tali materiali, comporta un ciclo di azioni specifico, che ha conseguenze non solo sull’uomo; poiché, il riversamento di tali polimeri, sia in acqua che nel terreno, la flora e la fauna locale subiscono dei danni, rispettivamente attraverso modalità di assorbimento e contaminazione. Indirettamente o no, tali effetti avranno successivamente delle conseguenze nei nostri confronti.

Mari e oceani di microplastiche

Esempio lampante di questo ciclo è la condizione degli ambienti marini; poiché, la presenza delle microplastiche, negli anni, ha apportato delle considerevoli modifiche all’habitat naturale marino. La gravità della situazione è notevolmente implementata dal fatto che sono state ritrovate tracce di microplastiche nella maggior parti di mari e oceani del mondo.

Tale condizione è resa possibile grazie alle molteplici modalità di trasporto di tali polimeri; infatti, oltre al trasporto come rifiuti, recenti studi hanno dimostrato la possibilità di trasporto attraverso il vento, arrivando anche a coprire lunghissime distanze, fino ad arrivare ad inquinare aree che almeno apparentemente sembrerebbero immacolate; questo perché, non frequentate da esseri umani.

Eseguendo dunque una media globale, la quantità totale, a livello globale di microplastiche depositatesi sui fondali dei mari di tutto il mondo, dovrebbe essere compresa tra 9 e 15 milioni di tonnellate (per 361 milioni di km quadrati di mari globali).

Gli effetti principali delle microplastiche, sia per gli animali che per gli ambienti marini, sono riassumibili in:

  • l’ingestione da parte degli organismi con la conseguente sensazione di falsa sazietà che li porta a non nutrirsi;
  • il bioaccumulo nella rete trofica;
  • la tossicità per assorbimento delle sostanze inquinanti presenti nell’ambiente, ma anche per gli additivi contenuti nella plastica;
  • il trasporto di specie aliene che viaggiano con i frammenti.

Microplastiche e cibo

Come approfondito precedentemente, le microplastiche vengono assorbite sia da pesci, crostacei e molluschi; infatti, recenti ricerche hanno dimostrato che un’elevata varietà di specie ittiche, commercialmente importanti ,sono risultate contaminate da tali polimeri. Nello specifico, tra 25 specie che contribuiscono principalmente alla pesca marittima globale, 11 esemplari di tali specie presentano, mediamente, al loro interno un considerevole quantitativo di microplastiche.

Anche se la quantità ingerita dagli esseri umani è veramente esigua, rispetto al quantitativo di cibo ingerito giornalmente, le microplastiche insieme agli additivi presenti in esse, possono causare molteplici problematiche dal punto di vista della salute.

Per questo motivo bisogna adottare delle strategie per ridurne la presenza nei mari, falde acquifere e negli ambienti terrestri. Esse possono essere:

  • limitare drasticamente l’uso della plastica in tutte le sue forme e sostituirla con una plastica biodegradabile;
  • azzerare la presenza di microplastiche all’interno di cosmetici e nei prodotti per la cura del corpo;
  • adottare filtri nella lavatrice affinché le microplastiche prodotte dai capi in lavaggio non si disperdano nell’ambiente;
  • nella preparazione di alimenti in cui l’acqua svolge un ruolo fondamentale, filtrare l’acqua.

Di Giorgio Cingolani

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