Autore di Pillole di Sicurezza. Laureato triennale in Ingegneria industriale, attualmente iscritto al percorso di laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile (indirizzo industriale). Ritengo che la conoscenza sia un diritto e un dovere, che ognuno di noi deve aggiornare e coltivare. Per questo pongo tutti i miei sforzi per far sì che la Sicurezza, sia nel campo della Safety che nel campo della Security, sia sempre più condivisa e compresa, poiché la ritengo essenziale, non solo per il mondo del lavoro, ma per la nostra società moderna.

Le microplastiche sotto i nostri piedi

Ci addentriamo ulteriormente nell’argomento dei precedenti articoli, concentrandoci sugli effetti delle microplastiche negli ambienti terrestri e le effettive conseguenze su diverse tipologie di cibo; in questo modo, si potrà concludere tale trattazione, nel prossimo articolo, con un approfondimento sulle effettive soluzioni a tale problema.

Nonostante la situazione degli ambienti marini sia molto delicata e visibilmente denotabile sotto molteplici punti di vista, la condizione delle microplastiche, in ambienti terrestri, non è da meno. Infatti, recenti studi, hanno stimato che il livello di inquinamento terrestre sia da 4 a 23 volte superiore, rispetto a quello negli oceani e ulteriori ambienti acquatici.

Tali particelle, tendono a depositarsi in qualsiasi ambiente terrestre a noi conosciuto, grazie alla molteplici vie di accesso disponibili: dall’abrasione dei pneumatici con conseguente trasporto dovuto dal vento, all’errato stoccaggio di rifiuti all’aperto.

Anche in questo contesto, le microplastiche tendono a depositarsi sempre più in profondità, fino ad arrivare ai livelli del sottosuolo; di conseguenza, la presenza delle microplastiche comporta degli effetti dannosi per gli ambienti terrestri, come:

  • la modificazione della struttura dei terreni;
  • le possibili alterazioni biologiche dei suoli che comporterebbero un eccessivo sequestro di carbonio da parte di essi, una volta saturi;
  • una modifica prettamente negativa, circa lo sviluppo di alcune specie di piante;
  • gli effetti dannosi sulla salute di alcune tipologie di animali del sottosuolo, come i lombrichi, ed il conseguente impatto sull’ecosistema di esso.

Anche se non evidente, tali modifiche hanno un impatto anche sull’uomo, seppur in maniera indiretta; tuttavia, vi è un particolare settore, in cui la presenza delle microplastiche influisce direttamente sulla salute dell’uomo, ovvero quello dell’agricoltura.

L’impatto sul mondo dell’agricoltura

Ciò è reso possibile, grazie ai molteplici utilizzi di materie plastiche in questo settore, come ad esempio: cassette per alimenti, tubi per l’erogazione di liquidi, serre, ecc.

Ad aggravare tale situazione è la componente della degradazione di tali materiali, in ambienti aperti. Come già indicato, nei precedenti articoli, la degradazione è uno dei principali processi che comporta la formazione di microplastiche, nello specifico secondarie; tuttavia, bisogna specificare che nel campo agricolo, le attrezzature in PVC o in polietilene, ad esempio, essendo costantemente all’aperto, comportano un aumento di tale frammentazione che può arrivare al 76% in più, rispetto ad un ambiente chiuso.

Ovviamente, tali conseguenze si riflettono direttamente su di noi, attraverso un vettore di fondamentale importanza: il cibo.

Le microplastiche nella nostra nutrizione

Purtroppo, tali particelle, sono state rilevate in diverse tipologie di cibi, come: ortaggi, frutta, pesci, zucchero, sale o miele. Tuttavia, anche se molto spesso in quantitativi esigui, l’azione di esse, soprattutto degli additivi presenti, sono tali da causare diverse problematiche per la salute umana.

Tali effetti negativi, si presentano principalmente dopo l’ingestione di tale materiali, causando problemi cardiopolmonari, risposte infiammatorie ed anche effetti sull’assorbimento dei nutrienti.

Oltre ad esse, vi sono due ulteriori modalità di assorbimento di tali particelle, ovvero:

  • l’inalazione di polveri attraverso le vie respiratorie;
  • assorbimento cutaneo tramite cosmetici.

Nel prossimo articolo verranno trattate nello specifico le possibili azioni atte all’affrontare questa problematiche.

di Giorgio Cingolani

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