Abbiamo già parlato, in un precedente articolo, della demolizione selettiva quale soluzione più efficace per ridurre i quantitativi dei rifiuti prodotti e per favorire la separazione e l’avvio a un recupero più efficiente delle frazioni separate.

La demolizione selettiva si realizza come un vero e proprio processo di decostruzione, inteso come l’attività inversa di quella che ha portato alla realizzazione del manufatto edilizio, mediante la quale è possibile ottenere la separazione all’origine dei materiali derivanti dalle attività̀ di demolizione, finalizzata al loro successivo riciclaggio e recupero, attraverso un processo di disassemblaggio. Le procedure più appropriate e il grado di separazione da raggiungere dipendono da diversi fattori:

  • ubicazione del cantiere rispetto alle attività di trattamento e recupero dei materiali che vengono effettuate nel contesto territoriale;
  • spazi disponibili nel cantiere di demolizione per la raccolta dei rifiuti e dei materiali recuperati;
  • tecniche costruttive con cui è stato realizzato il manufatto edilizio;
  • potenzialità dei materiali che costituiscono l’edificio di essere avviati a processi di recupero e/o di riciclaggio;
  • condizioni relative alla vicinanza con altri fabbricati o al sistema della viabilità.

Sempre per quanto riguarda la regione Lazio, con il DGR.592 02/08/2019, che espone le modalità operative per la gestione dei rifiuti da attività di costruzione e demolizione, descrive come eseguire correttamente la demolizione di tipo selettivo, attraverso le seguenti fasi:

  1. Indagine preliminare:
    1. Valutazione delle caratteristiche dell’edificio;
    2. Valutazione delle criticità.
  2. Azioni preliminari alla demolizione:
    1. Rimozione delle componenti pericolose;
    2. Rimozione delle componenti riutilizzabili.
  3. Demolizione:
    1. delle aree produttive (separazione delle diverse tipologie di rifiuti);
    2. delle aree civili (separazione delle diverse tipologie di rifiuti).

L’accumulo dei rifiuti prodotti deve essere effettuato per categorie omogenee, attribuendo a ciascuna il rispettivo codice CER. La demolizione selettiva, infatti, consente la differenziazione a monte e, quindi, già nel corso della stessa, dei rifiuti, garantendo maggiori possibilità di recupero. 

Di Ginevra Hausherr

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