Appassionato del Metodo KAIZEN (改善), il mio obiettivo principale è trasmettere i concetti di miglioramento continuo, uscendo quindi fuori dallo standard di traguardo fisso o punto di arrivo e aprendo gli orizzonti ad un concetto di obiettivo dinamico. Il raggiungimento di tale status risulterà essere tanto più semplice, tanto più si riuscirà nel tempo a mantenere costante il livello di curiosità verso il perenne cambiamento.

Qual è la differenza tra “costi” e “oneri” della sicurezza? A chi spetta quantificare i “costi” necessari per assicurare la salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei e mobili?

Il tema della differenziazione dei due concetti è stato oggetto di confusione, anche da parte degli addetti ai lavori, già a partire dalla pubblicazione del D.Lgs. 494/96. Infatti, i termini “costi” e “oneri” sono stati utilizzati in modo generalizzato, senza alcuna distinzione tra i due, ed indicati erroneamente come “spese per la sicurezza”.

Risulta però fondamentale non confondere i due concetti in quanto è necessario che si individui univocamente il soggetto garante della salute e sicurezza dei lavoratori in cantiere che deve sostenere queste spese. Per fare ciò, bisogna dapprima chiarire due punti fondamentali:

  • I “costi” sono a carico del committente;
  • Gli “oneri” sono a carico dell’impresa esecutrice.

Costi della sicurezza

Per costi della sicurezza si intendono quei costi derivanti dalla stima fatta da parte del CSP e riportati nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) secondo le indicazioni dell’allegato XV del D.Lgs. n. 81/08.

A questi costi l’impresa è vincolata contrattualmente in quanto rappresentano l’ingerenza del committente nell’esecuzione dei lavori e individuano esclusivamente le spese connesse al coordinamento delle attività nel cantiere, alla gestione delle interferenze o sovrapposizioni, nonché degli apprestamenti, dei servizi e delle procedure necessarie per la sicurezza dello specifico cantiere.

L’indicazione di questi interventi e di queste procedure lavorative deriva da scelte di discrezionalità tecnica del CSP/Stazione appaltante, valutate attraverso un computo metrico estimativo preciso.

Oneri della sicurezza

Si tratta di oneri afferenti all’esercizio dell’attività svolta da ciascun operatore economico e risultano necessari per la risoluzione dei rischi specifici dell’appaltatore. Essi, quindi, sono relativi alle misure per la gestione, da parte dell’operatore economico, dei rischi derivanti dalle specifiche lavorazioni, aggiuntivi rispetto a quanto già previsto nel PSC e comunque riconducibili alle spese generali.

A chi spetta quantificare i costi per la sicurezza?

Nella fattispecie degli appalti pubblici, mentre la quantificazione dei “costi” della sicurezza è rimessa alle stazioni appaltanti, la determinazione e conseguente indicazione, all’interno dell’offerta, degli “oneri” aziendali della sicurezza rappresenta, invece, un obbligo posto a carico degli operatori economici, che partecipano alla procedura di gara.

Risulta opportuno però evidenziare che, in ogni caso, spetta alla stazione appaltante la valutazione della “congruità” dell’importo destinato alla sicurezza previsto dagli operatori economici.

Essendoci stati, in passato, pareri contrastanti da parte del Consiglio di Stato sulla liceità dell’esclusione dalla partecipazione alla gara di appalto delle imprese che non avevano riportato nell’offerta, l’indicazione degli oneri aziendali della sicurezza, il documento Itaca sopra citato ha evidenziato la necessità, da parte delle stazioni appaltanti, di formulare espressamente la richiesta della indicazione degli oneri aziendali nel bando di gara, in modo da evitare dubbi ed incertezze ai concorrenti interessati a partecipare alla procedura, e di inserire nel medesimo bando, in maniera chiara, le conseguenze della loro mancata indicazione sull’esito della gara.

La spesa per un DPI è computabile come costo o onere per la sicurezza?

Molto utile è stato, in ogni caso, il chiarimento riportato nel documento ITACA“Verifica di congruità degli oneri aziendali della sicurezza nei contratti di lavori pubblici” (Settembre 2015).

La confusioni che spesso si fa tra i termini “oneri” e costi” dipende dal fatto che alcune spese, per esempio i DPI (caschi, occhiali, tute, scarpe, guanti, tappi auricolari), nella generalità dei casi costituiscono “oneri” della sicurezza in quanto afferiscono direttamente al datore di lavoro, essendo il suo utilizzo tassativamente richiesto dalla normativa di sicurezza, ma devono essere invece considerati come “costi” nel caso in cui il loro utilizzo risulti indispensabile, secondo le indicazioni fornite dal CSP nel PSC, in presenza di lavorazioni interferenti.

Di Mattia Zita

Fonti:

1 – Guido Lusandri, “Costi e oneri della sicurezza nei cantieri edili”(Rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.8/2020)

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