edilizia acrobatica

Autore di Pillole di Sicurezza e responsabile grafiche. Laurea triennale in Ingegneria Civile e Laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile, conclusa con Lode presso l'Università di Roma La Sapienza. Abilitata alla professione di Ingegnere Civile all'Ordine Provinciale. “Il meglio che possiamo fare è cogliere le opportunità, calcolare i rischi connessi, stimare la nostra abilità di gestirli, e fare i nostri progetti con fiducia.”

Nell’ambito delle costruzioni, sono diverse le tipologie di lavoro che espongono il lavoratore al rischio di caduta dall’alto. Spesso, la causa più frequente di incidenti con conseguenze gravi, talvolta anche mortali.

L’evoluzione dell’edilizia e dell’architettura, ha portato alla crescita esponenziale di nuove tipologie costruttive sviluppate in altezza. Pertanto, questo ha fatto nascere l’esigenza di trovare delle soluzioni alternative a quelle tradizionali per gli interventi di costruzione ma anche di manutenzione.  Una delle alternative, su cui soffermiamo la nostra attenzione in questo articolo è quella relativa all’edilizia acrobatica.

Edilizia acrobatica

Il lavoro su corda o edilizia acrobatica, consiste nello svolgere opere di manutenzione o interventi edili sospesi con corde e legati con apposite imbracature.

Generalmente si tratta di lavori in cui l’operatore è sostenuto da una fune, sia che si trovi sospeso completamente, sia che si trovi in appoggio sulla struttura, nella fase di accesso, durante il lavoro e nella fase di uscita dal luogo di lavoro, o in una o più di queste fasi.

I lavoratori sono opportunamente formati ed addestrati per poter svolgere tale mansione e devono avere la resistenza fisica necessaria per restare sospesi nel vuoto per ore.

Si riporta di seguito un elenco non esaustivo di lavori per i quali trova impiego l’edilizia acrobatica:

  • tetti e coperture di edifici;
  • pareti di edifici e/o di strutture di costruzione;
  • pareti e scarpate di strutture naturali;
  • parti elevate di impianti;
  • tralicci e pali;
  • alberi di alto fusto;
  • pozzi e luoghi profondi.

Grazie alla tecnica innovativa dei lavori su corda è possibile effettuare qualsiasi opera muraria: dalla ristrutturazione di una facciata al ripristino di balconi, cornicioni, frontalini, rinforzi strutturali, pulizia di facciate e vetrate, tinteggiature ed interventi sulle coperture.

I sistemi di sicurezza per i lavori in quota

Anche in questo caso, come per tutte le lavorazioni svolte in quota si deve garantire la massima sicurezza dell’operatore durante l’esecuzione dei lavori. Devono essere predisposti opportuni sistemi di protezione che servono per proteggere i singoli individui, aventi il compito di arrestare l’eventuale caduta, provocando minor danno possibile.

La scelta circa l’impiego di una specifica tipologia di DPI non è univoca, ma può variare in funzione delle necessità operative. L’accesso e il posizionamento tramite l’uso di funi rientra nel campo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e deve quindi rispettare quanto disposto dal Titolo IV.

Dispositivi di protezione individuali (DPI)

Per la protezione dell’operatore, è necessario che egli indossi appositi DPI di 3° categoria specifici per i lavori in quota su corda. Di seguito si riporta l’elenco completo di tutti i dispositivi utilizzabili:

  • fune
  • imbracatura
  • cintura bassa di posizionamento con cosciali
  • connettore
  • cordino di posizionamento
  • assorbitore di energia
  • anello di fettuccia
  • discensore
  • bloccante
  • anticaduta su linea flessibile
  • carrucola
  • ancoraggio

Pur non facendo parte dei DPI anticaduta, il casco è di fondamentale importanza nel lavoro con funi. Svolge la duplice funzione di protezione del capo dell’operatore sia dalla caduta di oggetti dall’alto che dall’impatto contro ostacoli. Poiché non esiste una normativa tecnica che tenga conto allo stesso tempo di entrambe le protezioni, si deve prestare particolare attenzione alla scelta di questo DPI, valutando con attenzione le caratteristiche indicate dai fabbricanti nelle note informative.

Il casco per il lavoro con funi deve avere una calotta ad alta protezione, una bardatura comoda e stabile sulla testa ed un sottogola di adeguata resistenza.

I vantaggi dell’edilizia acrobatica

Ricorrere a questa tipologia di intervento su corda offre dei vantaggi, soprattutto quando si tratta di lavorazioni effettuate su edifici molto alti che richiederebbero un impegno sia economico che di tempo. Inoltre, come abbiamo visto nel precedente articolo, nel caso di utilizzo dei ponteggi, devono essere noleggiati, montati e richiedono la stesura di apposita documentazione e nel caso in cui venga occupato il suolo pubblico, si deve pagare anche un’apposita imposta.

Un’alternativa al ponteggio è rappresentata dal noleggio di apposite piattaforme elevatrici, che hanno comunque un costo abbastanza elevato e non sempre sono di comodo utilizzo.

Pertanto, l’edilizia acrobatica, permette di eseguire gli interventi senza limiti in altezza. Si tratta di una soluzione ottimale quando è necessario portare a termine dei lavori su edifici a torre, alti anche più di 15 piani e dove l’unica soluzione rimane quella di calarsi dalla copertura. Inoltre, permette la riduzione dei costi del lavoro e dei tempi di consegna.

La scelta di eseguire lavori temporanei in quota sospesi mediante corde, deve sempre essere giustificata da una specifica valutazione dei rischi.

Infine, le lavorazioni svolte su corda possono essere effettuate soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. Devono essere programmate e sorvegliate in modo adeguato, in modo da poter immediatamente soccorrere il lavoratore collegato alle funi in caso di necessità.

Di Federica Fantini

Fonte: Linee guida per l’esecuzione di lavori temporanei in quota con l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi

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