emergenza

Autore di Pillole di Sicurezza e responsabile grafiche. Laurea triennale in Ingegneria Civile e Laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile, conclusa con Lode presso l'Università di Roma La Sapienza. Abilitata alla professione di Ingegnere Civile all'Ordine Provinciale. “Il meglio che possiamo fare è cogliere le opportunità, calcolare i rischi connessi, stimare la nostra abilità di gestirli, e fare i nostri progetti con fiducia.”

Caso di studio: incendio alla cattedrale di Notre-Dame

Con specifico riferimento alla gestione delle emergenze, riportiamo l’esempio dell’incendio alla storica cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

L’incendio è scoppiato intorno alle 18:20 del 15 aprile 2019. Si è originato nel sottotetto alla base della flèche, composto da 500 tonnellate di legno e 250 tonnellate di piombo, che sormonta i transetti che lo attraversano, terminando ad un’altezza di 93 metri. L’evento ha provocato all’edificio danni significativi, tra cui il crollo della flèche e del tetto causando il ferimento di tre persone: due agenti di polizia e un vigile del fuoco, intervenuti per spegnere le fiamme.

Perché è importante il tempo?

Quel pomeriggio alle ore 18:20, scatta il primo allarme antincendio. Ricevuto l’allarme, uno dei guardiani della cattedrale, si reca sotto il tetto per verificare l’accaduto, ma non rilevando nulla di significativo alle ore 18:26 conferma via radio il falso allarme.

Dopo circa 23 minuti dalla prima segnalazione, mentre Notre-Dame stava chiudendo ai visitatori, l’allarme antincendio è suonato per la seconda volta.

A questo punto, due guardiani sono saliti a verificare cosa stesse succedendo, ma alle 18:49 quando sono arrivati nuovamente in cima, le fiamme erano già troppo estese per poter intervenire.

Così, 3 minuti dopo, viene effettuata la chiamata ai vigili del fuoco. Esattamente 31 minuti più tardi dalla prima segnalazione.

Qual è stata la causa dell’incendio?

L’indagine è ancora in atto, quindi non si può dire con certezza quale sia stata la causa dell’incendio. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, sembra che l’incendio sia divampato dal cantiere di restauro, partendo dalle impalcature e la possibile causa sembra essere un corto circuito.

Perché l’allarme non è arrivato immediatamente ai vigili del fuoco?

Bisogna tener conto che si tratta di un edificio estremamente antico. Pertanto, il sistema di allarme non avverte direttamente i vigili del fuoco ma manda sul posto un guardiano. Succede molto spesso che in questi impianti, una delle problematiche principali cui si ha a che fare, sono i cosiddetti falsi allarmi.

Infatti, avere un sistema che invia l’allarme ai vigili del fuoco solo quando si è sicuri di quello che è successo, garantisce ai vigili del fuoco di non intervenire inutilmente.

Questo, causa però un allungamento dei tempi di intervento. Infatti, una delle soluzioni possibili, sarebbe quella di tenere costantemente una pattuglia dei vigili del fuoco direttamente sul posto.

Qual è la criticità principale?

La criticità principale è legata alla valutazione del rischio. La struttura era formata da travi in legno, andatoie e scale, che presentavano tre tipi di problemi:

  1. rendevano difficili le individuazioni di un eventuale principio di incendio;
  2. favorivano lo sviluppo del principio di incendio con il coinvolgimento delle travi adiacenti;
  3. difficoltà di eccesso.

Al momento dello sviluppo dell’incendio si sono verificate due problematiche fondamentali:

  1. il primo elemento critico è il fattore umano, in quanto i guardiani non si sono resi conto nell’immediato di ciò che stava accadendo;
  2. il secondo elemento critico è legato alla rapidità con cui le fiamme si sono propagate.

A fronte di questo si è capito come il fattore fondamentale non è solo il tempo, ma anche la preparazione dell’intervento, che si distingue in 4 casi:

  • efficiente ed efficace: preparo l’intervento e arrivo in tempi limite accettabili;
  • efficiente ma non efficace: preparo l’intervento, ma non arrivo in tempi accettabili;
  • non efficiente ma efficace: non preparo l’intervento, ma arrivo in tempi accettabili;
  • non efficiente e non efficace: non preparo l’intervento e non arrivo in tempi accettabili non soprattutto ho un peggioramento della situazione.

Cosa comporta l’emergenza?

L’emergenza comporta il cosiddetto panico. Con questo termine si intende il comportamento irrazionale della folla che si verifica quando, ogni persona si convince che il suo comportamento immediato può garantirgli la sopravvivenza a scapito di quella degli altri. I fattori di precipitazione individuati sono cinque:

  1. agitazione psicomotoria di un gruppo limitato di persone;
  2. ansia, allarme e improvvisazione nelle comunicazioni;
  3. voci incontrollate circa la presenza di possibili vie di fuga;
  4. sensazione di passività e di abbandono;
  5. assenza di una leadership e di un piano fattori di precipitazione.

Uno dei fattori principali, è quello di dare informazioni che siano rilevanti ai fini dell’efficacia dell’intervento.

Di Federica Fantini

Fonte: seminario “Gli incidenti sui luoghi di lavoro: esperienze passate per un futuro migliore”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *