Autore di Pillole di Sicurezza. Laurea triennale in Ingegneria Chimica. Attualmente iscritta al percorso di laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile ( con indirizzo Mining and petroleum safety ). Pongo la curiosità come base della conoscenza e del progresso, in tutti gli ambiti di studio e formazione.

Great Pacific Garbage Patch, che tradotta in italiano letteralmente “Grande chiazza di immondizia nel Pacifico” è un’isola di plastica.

Enorme accumulo di spazzatura, ha un’estensione stimata che va dai 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km² consta circa il cinque per cento dell’Oceano Pacifico.

Oggigiorno sentiamo spesso parlare di concetti come sostenibilità o economia circolare. Ancor più se pensiamo ai rifiuti e al loro riciclaggio. Soffermandoci sulla realtà ,nel nostro pianeta troviamo un’ enorme isola di plastica comparabile alla penisola iberica.

Andando a scavare a fondo, l’isola non è sola. Esistono almeno sei isole di plastica, che sono le più estese distribuite nelle acque oceaniche.

La Garbage Patch si è formata a partire dagli anni 80 tramite l’accumulo di detriti, principalmente plastici.

Great Pacific Garbage Patch: Come si è formata?

A causa del Vortice subtropicale del Nord Pacifico e delle correnti oceaniche, tramite un vortice a spirale in senso orario si sono aggregati i rifiuti sulla superficie oceanica.

Altri due eventi posso essere individuati come cause di questi accumuli di immondizia:

  1. Container di navi cargo;
  2. Maremoto giapponese del 2011;

Queste cause sono emerse successivamente a studi specifici inerenti al Mar del Giappone.

Il problema dell’accumulo di questi rifiuti riguarda soprattutto il fatto che la maggior parte di essi non è biodegradabile. Abbiamo già detto che si tratta perlopiù di prodotti plastici che non solo sono difficilmente smaltibili: il loro processo di degradazione impiega molto tempo ed è dannoso per l’ambiente.

Difatti, la degradazione della plastica può produrre inquinamento da PCB (policlorobifeneli).

Le considerazioni sugli aspetti riguardanti la sensibilizzazione a questi argomenti sono molteplici e gli interventi da attuare molto complessi da dover coinvolgere non solo il singolo individuo ma l’intera comunità mondiale a queste problematiche ambientali.

Di Marta Galuppi

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