Affascinato del mondo Oil & Gas, la passione mi spinge ad approfondire le conoscenze sui temi della transizione energetica, della sicurezza e salute dei lavoratori e dell'ambiente, secondo i principi della sostenibilità.

La transizione energetica è sinonimo di crescita socialmente equa, economia circolare (LCA), energia rinnovabile, riduzione dell’immissione di CO2, ovvero “Green Economy”.

La Conferenza delle Nazioni Unite ha sancito più accordi sullo sviluppo sostenibile. Tra gli obiettivi prefissati in agenda si vuole assicurare che l’energia possa diventare rinnovabile e accessibile, assicurando servizi energetici accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per la tutti.

Si vogliono garantire i principi di equità intragenerazionale e intergenerazionale. Lo sviluppo sostenibile è raggiunto quando le esigenze e i vincoli si compenetrano e contemporaneamente si armonizzano e questo è sinonimo di Green Economy.

Gli aspetti della transizione energetica

Il petrolio dunque non rientra più tra gli obiettivi di questa società. Siamo proiettati ad un consumo parsimonioso delle risorse, con attenzione all’impronta che si vuole lasciare su questo pianeta, e la valorizzazione della qualità della vita per costruire un futuro migliore.

Il percorso di trasformazione intrapreso dalle aziende ha un ruolo determinante nei processi di estrazione del petrolio. Le compagnie petrolifere di maggior successo affermano che il picco dei consumi mondiali di petrolio sia stato raggiunto e che dal prossimo decennio le domande di produzione inizieranno un inarrestabile contrazione.

Lo scenario di “rapid transation”, come affermato dalle multinazionali, attesterà il calo dei consumi tra il 2030 e il 2050, consentendo di abbattere le emissioni di CO2 del 70%. Ipotesi che coinciderebbe con l’Accordo di Parigi del 2016 e con quelli dell’unione Europea nel suo Green Deal.

A seguito dello shock globale, dovuto al Covid-19, le preferenze sul consumo energetico sono cambiate. Adesso sono riconosciute le potenzialità delle tecnologie green.

L’utopia della decarbonizzazione diventa sempre più una realtà plausibile. A sostegno di questa tesi ci sono i dati che indicano come l’85% del fabbisogno energetico primario, ricoperto dalle fonti fossili, verrà ricoperto per un buon 60% da: fonti rinnovabili, i sistemi di cattura e stoccaggio della CO2 e il risparmio energetico.

Il cambiamento energetico non ha soltanto risvolti positivi. L’altro lato della medaglia prefigurerebbe profondi impatti sull’industria petrolifera, i mercati finanziari e i petro-stati. Infatti per: Iraq, Kuwait, Oman e Arabia Saudita, gli affitti di combustibili fossili rappresentano un quarto o più del prodotto interno lordo.

Transizione energetica: un rischio o un’opportunità?

La transizione non ha limiti tecnici o scientifici, le tecnologie sono pronte a supportare il cambiamento.

Il ruolo fondamentale, al passaggio alla Green Economy, lo gioca il settore finanziario. Si tratterebbe infatti di chiedere agli investitori maggior fiducia nel finanziarie il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio. Si chiede responsabilità morale, che non riguarda soltanto la promozione verso un ambiente più sano.

È necessario accettare che ci siano delle modifiche negli stili di vita, nei paesaggi in cui le nuove installazioni potrebbero risultare antiestetiche.

L’opportunità risiede nel cambiamento, il rischio è non accettarlo.

Di Vincenzo Michele Mamuscia

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