Autore di Pillole di Sicurezza. Laureato triennale in Ingegneria industriale, attualmente iscritto al percorso di laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile (indirizzo industriale). Ritengo che la conoscenza sia un diritto e un dovere, che ognuno di noi deve aggiornare e coltivare. Per questo pongo tutti i miei sforzi per far sì che la Sicurezza, sia nel campo della Safety che nel campo della Security, sia sempre più condivisa e compresa, poiché la ritengo essenziale, non solo per il mondo del lavoro, ma per la nostra società moderna.

Il complesso delle attività, secondo la legge italiana volta alla prevenzione del rischio e/o all’evitare il sorgere di incendi, è racchiuso nel concetto di “prevenzione incendi” che, per l’appunto, ha come obiettivo principale la garanzia di una efficiente ed efficace sicurezza contro gli incendi. Tale obiettivo è conseguito tramite l’attuazione e l’applicazione di alcune misure: preventive e protettive; tra quest’ultime, rientra la “protezione attiva”, ovvero l’insieme dei presidi antincendio, tra cui, un particolare impianto automatico di spegnimento incendio, noto come: Sprinkler.

Descrizione generale dell’impianto

L’impianto automatico di spegnimento incendio sprinkler è costituito da una rete di tubazioni tenute costantemente in pressione o d’acqua o d’aria, a seconda del modello; quest’ultime, sono collegate a delle testine chiuse da elementi sensibili al calore.

Inoltre, esse sono collegate ad una specifica sorgente idrica, garantendo una continua alimentazione a pressione e portata predeterminate, in maniera del tutto automatica.

La caratteristica di tale impianto, che ne ha comportato un maggiore successo rispetto a tutti gli altri presidi di spegnimento, è nella sua specifica d’impiego del sistema di rivelazione; infatti, esso risiede nella testina dello sprinkler stesso, affidando in questo modo, ad un unico elemento, la funzione di rivelazione dell’incendio e di origine dell’intervento di contrasto.

In questo modo, il dispositivo di attivazione ha la funzione di valvola automatica basandosi su un funzionamento termico; infatti, raggiunta una determinata temperatura, in funzione del materiale del bulbo, esso si rompe, andando a distribuire l’acqua frazionata.

Impianti sprinkler: prime distinzioni

L’erogatore è costituito da corpo principale ove vi è l’orifizio di scarico avente una filettatura, grazie alla quale si collega al sistema di tubazioni; tale orifizio, è chiuso ermeticamente durante l’assemblaggio, tramite una guarnizione metallica.

In base a come si mantiene tale guarnizione è possibile indicare una prima distinzione tra diversi tipi di sprinkler:

  • a fusibile: mediante un sistema articolato collegato tramite saldatura. Ad essa, si utilizza come supporto un sistema di leve o di articolazioni, in modo da ridurre la forza agente su di essa;
  • a bulbo: mediante appunto l’uso di un bulbo di vetro frangibile. Ricavato da un tubo di vetro neutro, in seguito si riempie parzialmente d’acqua, in modo che vi sia contenuta anche una piccola bolla di vapore. Quest’ultima, è essenziale per l’entrata in funzione dell’impianto; infatti, tramite l’espansione del liquido, dovuta al calore, la bolla verrà compressa e in seguito assorbita, in modo da ottenere un aumento della pressione che comporterà la rottura del bulbo.

Al di sotto del bulbo o del fusibile, vi è un piatto diffusore su cui l’acqua, andando ad urtare, si fraziona e si distribuisce in modo uniforme, creando una cappa sull’area frazionata.

Nel prossimo articolo tratteremo le due principali tipologie di impianti sprinkler, ovvero: ad umido e a secco.

Di Giorgio Cingolani

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