incendio boschivo

Laureato magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile, laureato triennale in Ingegneria della Sicurezza. Ritengo la Safety la chiave di controllo per un lavoro più efficace ed efficiente, che sappia sfruttare al massimo le potenzialità dei lavoratori garantendo loro salute e sicurezza. Ad oggi la Safety sta acquistando sempre più importanza. Il mio obiettivo è quello di portarla tra i punti cardine delle aziende.

Nei precedenti articoli su pillolesicurezza.com, abbiamo introdotto il concetto di fuoco ed i vari metodi di estinzione. Nel caso di un incendio boschivo la teoria non cambia. Nel caso di un bosco (o in generale di un’area verde), le dimensioni della superficie, la quantità “infinita” di combustibile, l’afflusso incontrollato di comburente, rendono molto complesse le consuete tecniche di spegnimento. Inoltre, a causa del vento, si alzano tizzoni ardenti che possono cadere a decine di metri di distanza propagando ancora più velocemente l’incendio.

Tipologie di incendio boschivo

La classificazione che viene generalmente fatta è basata sulla posizione del processo di combustione rispetto alla superficie:

  • Incendio di chioma: coinvolge le fronde delle piante. Questo fenomeno è pressoché incontrollabile direttamente a causa dell’elevata velocità raggiunta dalle fiamme: 2 m/s;
  • Incendio radente: il più tipico incendio boschivo. Coinvolge la vegetazione ed i materiali sulla superficie del terreno. Comunemente tutti gli incendi iniziano con questa modalità per poi, in alcuni casi, degenerare negli altri due scenari;
  • Incendio sotterraneo: il più difficile da individuare. Questo fenomeno coinvolge il materiale al di sotto della superficie del terreno, è molto lento e non genera fiamma e fumo a causa dello scarso apporto di combustibile. Proprio a causa della mancanza dei principali prodotti della combustione, è molto difficile da individuare. Tende a generare dei vuoti al di sotto del terreno.

Come si può spegnere?

Nell’immaginario comune, parlando di incendio boschivo, subito si pensa agli elicotteri ed ai Canadair: in che modo sono efficaci?

Ragionando sui metodi di spegnimento esposti nell’articolo precedente, la caduta di una grande quantità d’aria agisce per soffocamento e, solo dopo, per raffreddamento. La caduta di 6000 L di acqua, rilasciati in un colpo solo, creano una pressione improvvisa che allontana l’aria dalla zona del lancio e favorisce il soffocamento dell’incendio.

Ci sono però altri metodi meno convenzionali per intervenire:

  • Tagliafuoco: consiste nell’asportare materiale prima che possa essere coinvolto dalle fiamme. In questo modo, quando l’incendio raggiungerà la “linea tagliafuoco” avrà difficoltà o sarà impossibilitato a proseguire;
  • Controfuoco: si innesca un incendio controllato prima che il “vero” incendio boschivo raggiunga la zona. In questo modo, la zona già bruciata impedirà il passaggio delle fiamme. Questo è un metodo molto complesso da attuare e gestire e, per questo motivo, richiede la partecipazione di personale con alta formazione ed esperienza.

Concludendo, un incendio boschivo è complesso da gestire ma, grazie all’intervento tempestivo di personale qualificato della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, ogni anno vengono gestiti centinaia di incendi.

Di Christian Lattavo

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