incidenti mortali

Autore di Pillole di Sicurezza e responsabile grafiche. Laurea triennale in Ingegneria Civile e Laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile, conclusa con Lode presso l'Università di Roma La Sapienza. Abilitata alla professione di Ingegnere Civile all'Ordine Provinciale. “Il meglio che possiamo fare è cogliere le opportunità, calcolare i rischi connessi, stimare la nostra abilità di gestirli, e fare i nostri progetti con fiducia.”

Le statistiche raccontano solo di dati e percentuali, ma dietro ogni numero, c’è un nome e un cognome, una famiglia ed una storia da raccontare.

Riprendendo l’articolo proposto del 27 maggio 2021, appena 3 mesi e mezzo dopo, gli aggiornamenti forniti non pronunciano nulla di confortante.

Il numero degli incidenti mortali continua a salire e, da inizio anno già si contano 677 vittime, con un aumento dell’8,3% rispetto all’anno precedente.

Gli aggiornamenti INAIL al 31 luglio, prevedono che, le denunce di infortunio sul lavoro presentate, sono state quasi 24mila in più rispetto ai primi sette mesi del 2020. Un decremento osservato nel trimestre gennaio-marzo (-10%) susseguito immediatamente da un incremento nel periodo aprile-luglio (+29%) nel confronto tra i due anni.

Complice il massiccio ricorso allo smart working nello scorso anno, si evidenzia solo una diminuzione degli incidenti in itinere.

Altre vittime sul lavoro dopo quelle dei mesi scorsi: un operaio è caduto da una impalcatura in un cantiere edile. Un altro si è verificato in un bosco di Corniglio, mentre l’uomo, stava tagliando un albero che, cadendo lo ha schiacciato.

Ancora, il 3 agosto 2021, è morta una lavoratrice quarantenne assunta da un mese e mezzo come capomacchina in un’azienda produttrice di scatole. Come hanno appurato gli ispettori del lavoro arrivati dopo l’incidente, sembrerebbe che la donna sia rimasta intrappolata in una fustellatrice sulla quale era stato disattivato il dispositivo di sicurezza automatico.

Di seguito, si riporta la mappa che mostra i morti sul lavoro in Italia; ogni punto rosso rappresenta una vittima.

incidenti mortali
(Fonte: La Stampa)

Tuttavia, le recenti vicende drammatiche avvenute hanno suscitato un’attenzione mediatica inusuale. Infatti, il presidente del consiglio Mario Draghi ai giornalisti durante un incontro a Palazzo Chigi ha detto: “c’è una cosa che sta a cuore a tutti noi e a me in particolare: cercare di fare qualcosa per migliorare la situazione inaccettabile sul piano della sicurezza sul lavoro”.

Tra le tante proposte, arriva quella dell’attuale Ministro del Lavoro: un curriculum per le imprese, dove tenere conto degli incidenti e delle azioni per evitarli e, un concorso per aumentare il numero di ispettori del lavoro.

Una cosa è certa: basta incidenti mortali. Quelli che vengono catalogati come “morti sul lavoro”, sono prima di tutto persone: uomini o donne, usciti la mattina da casa e mai più rientrati.

Quale potrebbe essere a parer vostro una soluzione possibile?

Di Federica Fantini

Fonti: INAIL, La Stampa

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