spazio

Il mondo sta cambiando e insieme a lui lo sta facendo anche lo spazio.

Immaginate solo per un secondo di poter utilizzare la tecnologia spaziale per potere soccorrere le persone in mare, usufruire dei sistemi satellitari per poter studiare i cambiamenti climatici e per ultimo, ma non meno importante, si può pensare alle tecnologie di osservazione del nostro Pianeta Terra adoperate per poter aiutare gli agricoltori a monitorare le proprie coltivazioni, ridurre gli sprechi idrici e cercare di evitare una concimazione inefficace.

Vi sembra assurdo? Non lo è!

La 13ª Conferenza spaziale europea ha inaugurato il nuovo anno. Tutto questo grazie all’organizzazione del Parlamento europeo, della Commissione europea, dell’Agenzia spaziale europea e del Business Bridge Europe. I temi discussi sono stati di vario tipo: lo spazio e la difesa, le applicazioni spaziali, la transizione digitale e verde, la resilienza, la sicurezza.

Il titolo della Conferenza spaziale europea è stato “Space Embracing a Changing World: Green, Digital, Resilience & Security” che tradotto in italiano sarebbe “Lo spazio abbraccia un mondo che cambia: verde, digitale resilienza e sicurezza”. Questo titolo racchiude completamente la vera essenza della Conferenza.

La seconda giornata è stata avviata da Josep Borrell, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ricordando che lo spazio è un elemento fondamentale per potere migliorare l’autonomia strategica Europea. Per poter concretizzare i nostri obiettivi nel campo della scienza, dell’economia e della sicurezza è necessario che il settore spaziale sia il motore dell’autonomia strategica europea.

Autonomia strategica

Quando si parla di autonomia strategia, come ha spiegato Borrell durante la Conferenza, bisogna pensare alla protezione delle nostre capacità di agire secondo i nostri interessi, riducendo le dipendenze e le vulnerabilità.

Il programma spaziale dell’Unione Europea, sopportato dalle sue iniziative faro tra cui Galileo, Egnos e Copernicus, ha non solo migliorato l’economia ma porterà anche ad un accrescimento della nostra politica estera e di sicurezza.

Non bisogna dimenticare i legami esistenti tra le tecnologie spaziali e le tecnologie di difesa. Ricordiamo che le applicazioni spaziali forniscono delle capacità operative di vitale importanza come la navigazione di precisione, la sorveglianza e le comunicazioni.

Futuro della politica spaziale

Dalla 13ª Conferenza spaziale europea sono emersi due capisaldi che interessano il futuro della politica spaziale:

  1. Sicurezza dallo spazio: l’obiettivo è quello di proteggere la sicurezza dell’Unione Europea e dei suoi abitanti. Soprattutto durante gli eventi pericolosi come le risposte alle catastrofi, gli attentati terroristici, la sorveglianza marittima e delle frontiere. Un ruolo fondamentale è svolto a Torrejón de Ardoz dove è situato il centro satellitare dell’Unione Europea.
  2. Sicurezza dello spazio: l’obiettivo è quello di proteggere la sicurezza dell’Unione Europea partendo proprio dallo spazio. All’interno di questo caposaldo sono presenti due aspetti, da una parte la nostra capacità di reagire alle minacce per le risorse spaziali e dall’altra si trova il monitoraggio del traffico spaziale.

I due capisaldi si basano sull’iniziativa 3SOS: Safety, Security and Sustainability of Outer Space. La campagna incoraggia ad un “comportamento corretto” nello spazio extraatmosferico.

Non ci rendiamo veramente conto di quanto lo spazio sia una rara risorsa.

Dobbiamo operare secondo i termini di safety e sustainable!

Di Chiara Notargiacomo

Fonti: https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/91957/node/91957_it

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