metodi di estinzione

Laureato magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile, laureato triennale in Ingegneria della Sicurezza. Ritengo la Safety la chiave di controllo per un lavoro più efficace ed efficiente, che sappia sfruttare al massimo le potenzialità dei lavoratori garantendo loro salute e sicurezza. Ad oggi la Safety sta acquistando sempre più importanza. Il mio obiettivo è quello di portarla tra i punti cardine delle aziende.

Conoscendo il Triangolo del Fuoco, possiamo andare a descrivere quali siano i metodi di estinzione di un incendio. Basterà infatti rimuovere uno solo dei tre elementi del triangolo per poter estinguere un incendio.

Questi metodi sono:

  • Soffocamento;
  • Raffreddamento;
  • Asporto del combustibile;
  • Inibizione chimica.

Soffocamento

Togliendo la possibilità al fuoco di avere un costante ricambio di aria fresca, otteniamo lo spegnimento del fuoco. Come si opera questo metodo di estinzione?

I sistemi più comuni sono quelli della coperta antifiamma o l’acqua.

Esempi di soffocamento di un incendio

Lo stesso metodo lo si dovrebbe applicare nel caso in cui l’olio che utilizziamo per cucinare dovesse incendiarsi. basterà infatti spegnere la fiamma (o la sorgente di calore in generale) e porre il coperchio al di sopra della pentola. Pratica completamente errata consiste invece nel versare dell’acqua all’interno dell’olio con l’idea di poterlo spegnere. Quello che avverrà sarà invece un’esplosione. A causa dell’elevata temperatura raggiunta dall’olio, le molecole di ossigeno e idrogeno si separeranno. L’ossigeno è un comburente, l’idrogeno un combustibile (pensiamo ad esempio alle bombe ad idrogeno), l’innesco è dato dalle elevate temperature raggiunte dall’olio. Di conseguenza assisteremo ad una vera esplosione all’interno della nostra cucina.

Cosa succede se getto acqua all’interno di olio da cottura in fiamme?

Raffreddamento

Rimuovendo l’innesco, quindi le elevate temperature, il fuoco si spegnerà in quanto non più in grado di sostenersi. Per poter operare in questo senso si può utilizzare lo strumento più comune: l’acqua.

L’acqua riesce a raffreddare poiché si trova ad una temperatura inferiore rispetto a quella del corpo che brucia. In secondo luogo, per poter evaporare deve assorbire calore. Prendendo dunque il calore dal combustibile, lo raffredda abbassando la temperatura e rallentando (o bloccando) il processo di combustione. Per poter bruciare un materiale bagnato occorrerà infatti prima far evaporare l’acqua, processo che richiede molto tempo e calore.

Raffreddamento del combustibile

Un ulteriore strumento per raffreddare il combustibile è l’estintore a CO2 , detto anche estintore a ghiaccio secco. Quando l’anidride carbonica fuoriesce dall’estintore, si trova a circa -70°C. Questo apporto di freddo riesce ad abbassare tempestivamente la temperatura del corpo e, quindi, spegnere l’incendio.

Asporto del combustibile

Uno dei metodi meno utilizzati consiste nel rimuovere il combustibile. Immaginiamo infatti di avere un incendio all’interno di un fienile: sarebbe quasi impossibile riuscire a spegnerlo con semplice acqua. Il metodo più veloce è quello di rimuovere il fieno ancora non interessato dalle fiamme.

Asporto del combustibile

Un altro esempio riguarda una grande industria dove un serbatoio di benzina che prende fuoco. Siccome ciò che brucerà sono i vapori, rimuovendo dal fondo la parte solida riusciremo ad asportare il fluido combustibile e limitando notevolmente la durata dell’incendio.

Inibizione chimica

Forse il metodo meno noto ed utilizzato. Consiste nell’introdurre un inerte o inibitore all’interno dell’ambiente o della sostanza interessata dalle fiamme. Si può inserire azoto (N2) all’interno di un serbatoio in modo tale da sostituire l’ossigeno (comburente) ed interrompere quindi il processo della combustione. Questo metodo è quindi una via di mezzo tra un soffocamento ed un asporto del combustibile nel caso in cui si inserisca un inibitore che, legandosi al combustibile, non permette il normale procedimento della combustione.

Di Christian Lattavo

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