morti bianche

Autore di Pillole di Sicurezza e responsabile grafiche. Laurea triennale in Ingegneria Civile e Laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile, conclusa con Lode presso l'Università di Roma La Sapienza. Abilitata alla professione di Ingegnere Civile all'Ordine Provinciale. “Il meglio che possiamo fare è cogliere le opportunità, calcolare i rischi connessi, stimare la nostra abilità di gestirli, e fare i nostri progetti con fiducia.”

“Le morti sul lavoro si dicono bianche perché manca l’assassino, ma siamo sicuri che non ci sia un colpevole?”

Questa è una frase riportata da “La Repubblica” a seguito dei tragici episodi accaduti recentemente.

Il drammatico caso della giovane donna morta, perché risucchiata in una pressa mentre lavorava, accende nuovamente i riflettori sulle morti bianche in Italia.

Si verificano ancora troppo spesso un numero elevato di incidenti mortali, spesso dovuti alla mancanza delle misure di sicurezza. Già il 29 aprile scorso, in poche ore si è verificata una strage: una trave ha ceduto all’interno di un deposito di una nota azienda, investendo sei persone causando un morto e cinque feriti.

Nelle stesse ore, aveva perso la vita un gruista di 49 anni e un operaio di 23 anni è stato investito da un’impalcatura, morendo sul colpo. Tre morti in un solo giorno. Questi sono solo alcuni dei casi verificatisi, ma tanti altri ancora denunciati.

Infatti, facendo un bilancio di questi primi cinque mesi del 2021 si ha che le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state in tutto 185; 19 in più rispetto alle 166 registrate nello stesso periodo del 2020 (+11,4%).

A livello nazionale i dati rilevati dall’INAIL evidenziano un decremento solo dei casi in itinere, probabilmente dovuto dal fatto che durante la pandemia molte persone hanno perso il lavoro.

Le regioni che presentano il numero più consistente e quindi registrano un aumento degli infortuni mortali rispetto all’anno precedente sono:

  • il Lazio (+12);
  • l’Abruzzo (+8);
  • la Lombardia (+6);
  • la Campania (+5).

Invece, se prendiamo come riferimento l’anno 2020 rispetto a quello precedente a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, risulta un calo delle denunce pari al 13,6%. I casi mortali sono 1.270; 181 in più rispetto ai 1.089 del 2019 (+16,6%). A fronte di una riduzione dei decessi in itinere del 30,1%, quelli avvenuti in occasione di lavoro sono infatti aumentati di oltre un terzo (+34,9%).

In sostanza si ha che due persone ogni giorno muoiono mentre fanno il loro lavoro. 

Fonti: INAIL

Di Federica Fantini

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