movimentazione manuale dei carichi

Autore di Pillole di Sicurezza. Laurea triennale in Ingegneria delle Costruzioni e laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile. Esperienza come Junior HS Specialist presso la multinazionale britannica "Princes Industrie Alimentari" e attualmente ASPP di "Webuild" presso la Tratta AV/AC Milano-Genova: Terzo Valico dei Giovi "Se insisti e resisti raggiungi e conquisti".

“Le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.”

Questo è il concetto di movimentazione manuale dei carichi presente all’interno dell’articolo 167 del D.lgs. 81/08, il rischio specifico a cui ogni datore di lavoro deve fare riferimento all’interno del documento di valutazione dei rischi (DVR) per contribuire a migliorare la vita dei propri lavoratori.

Decreto legislativo 81/08

Il testo unico non si limita alla chiara definizione del rischio, infatti, all’interno dell’allegato XXXIII, il legislatore ha voluto introdurre una serie di elementi di riferimento da esaminare al fine di prevenire l’insorgenza della patologia:

  • le caratteristiche del carico, e quindi il suo peso, la sua forma, se il suo contenuto può spostarsi o se è difficile da afferrare;
  • lo sforzo fisico richiesto, se comporta un movimento brusco o se è eccessivo;
  • le caratteristiche dell’ambiente di lavoro, cioè la temperatura o la ventilazione, la presenza di eventuali dislivelli o punti instabili;
  • le esigenza connesse all’attività, come i ritmi imposti dal processo di produzione, le distanze o le possibile pause effettuabili;
  • infine, i fattori individuali di rischio quali l’informazione e l’addestramento, l’abbigliamento indossato e l’idoneità fisica.

Nella parte finale dell’allegato, poi, è citata la norma tecnica ISO 11228. Essa è stata concepita per fornire una guida alla valutazione di tutte le variabili legate al compito svolto dall’operatore e all’ambiente in cui egli esercita.

Metodi di valutazione

Secondo l’OSHA, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, i disturbi muscoloscheletrici sono uno dei disturbi più comuni legati al lavoro e in Europa colpiscono milioni di lavoratori.

Per tali motivi esistono diverse metodologie di valutazione per la movimentazione manuale dei carichi. Esiste il “Metodo Snook e Ciriello”, un metodo analitico applicabile al campo industria, il cui aspetto negativo è che non tiene conto della salute dell’operatore; il “Metodo OWAS” che studia le possibili posture assunte da un lavoratore durante il suo turno lavorativo di otto ore; il “Metodo MAPO” che si propone di determinare un indicatore sintetico; ed infine il “Metodo Niosh”, il maggiormente utilizzato, che consente di calcolare l’effettiva esposizione giornaliera del lavoratore nella propria attività.

Metodo Niosh

Tale metodo consente di determinare il limite di peso raccomandato attraverso un’equazione che, a partire da un massimo peso sollevabile in condizioni ideali, considera l’eventuale esistenza di condizioni sfavorevoli:

CP x FA x FD x FO x FF x FAS x FP = Peso limite raccomandato

In cui:

Il compito del datore di lavoro è quello di prendere misure immediate per riportare il valore risultante sotto la soglia ammissibile e, ovviamente, garantire la sorveglianza sanitaria.

Di Giorgia Tricarico

Fonti: https://osha.europa.eu/it , https://www.puntosicuro.it/incendio-emergenza-primo-soccorso-C-79/valutazione-del-rischio-incendio-C-88/la-valutazione-del-rischio-da-sovraccarico-del-rachide-i-metodi-AR-9215/

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