La corrosione, come già accennato, viene definita come la risposta chimica di un materiale all’interazione con l’ambiente ricco di ossidi. Questa ossidazione dei materiali comporta problematiche che necessitano prevenzione e rimedi.

I fattori che determinano il grado di sensibilizzazione del materiale sono molteplici, ma possiamo elencarne alcuni:

-Percentuale di Carburo di Cromo (< 0.026%) (acciai di tipo “L”).


-Temperatura. 


-Tempo (per tempi molto lunghi la sensibilizzazione diminuisce perché interviene la diffusione del cromo).


Dimensioni dei grani. Grani di grosse dimensioni hanno un minore sviluppo superficiale e quindi hanno un quantitativo maggiore di cromo disponibile che rende più probabile la precipitazione dei carburi rispetto ad un materiale a grani piccoli.

-Presenza di elementi in lega: Ti, Ta, Nb formano carburi più stabili di quelli di Cr, ma si separano indifferentemente al bordo grano e nel cuore del grano. 

La definizione a priori dell’ambiente di esercizio non è sempre possibile: il potere aggressivo di ambienti naturali come il mare dipende da fattori come la temperatura, l’agitazione, la salinità, il contenuto di ossigeno.
Altre volte è invece possibile modificare l’ambiente o inibire gli agenti aggressivi (es. trattamento dell’acqua per l’alimentazione delle caldaie).

Per ogni tipologia di corrosione abbiamo differenti metodologie preventive:

Generalizzata: Si tiene sotto controllo monitorando la velocità di corrosione, essendo la forma di corrosione meno pericolosa e occorre sovradimensionare gli spessori in base alla durata prevista del materiale.

Interstiziale: Si attua in sede di progettazione e costruzione evitando fessure, spazi morti e condizioni che possano creare depositi oppure cercare di utilizzare guarnizioni poco assorbenti e di dimensioni adeguate.

Galvanica: Si attua in sede di progetto evitando ove possibile il contatto tra materiali lontani nella scala di nobiltà (serie galvanica). Bisogna sempre considerare l’influenza del rapporto tra l’area catodica e quella anodica e se l’accoppiamento risulta imposto da esigenze di progetto, bisogna allora ricorrere a giunzioni isolanti o all’utilizzo di materiali di sacrificio.

Vaiolatura (pitting): Si può agire sulle soluzioni aggressive diminuendo la concentrazione dei cloruri o l’utilizzo di inibitori passivanti controllandone  con cautela la concentrazione per evitare effetti peggiorativi sulla corrosione. Optare per una protezione catodica attraverso anodi di sacrificio per le strutture marine.

Intergranulare: Per piccole strutture si attuano trattamenti termici a oltre 800°C seguiti da raffreddamento in acqua, si cerca di ridurre il contenuto di carbonio per gli acciai e in aggiunta elementi stabilizzanti come Ti, Nb,Ta.

Tensocorrosiva (stress corrosion): Si devono ridurre le sollecitazioni meccaniche eccessive dovute a pezzi non adeguatamente dimensionati o montati (saldature, deformazioni plastiche, dilatazioni termiche) evitando trattamenti termici che comportino caratteristiche meccaniche elevatissime.

Altri tipologie di rimedi esistono per combattere e/o prevenire la corrosione nei metalli che verranno trattati successivamente.

Di Ginevra Hausherr

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