Autore di Pillole di Sicurezza. Laurea triennale in Ingegneria Chimica. Attualmente iscritta al percorso di laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile ( con indirizzo Mining and petroleum safety ). Pongo la curiosità come base della conoscenza e del progresso, in tutti gli ambiti di studio e formazione.

Nel precedente articolo abbiamo affrontato il tema dell’isola di plastica nel Pacifico. É sconvolgente come abbiamo scoperto che non ne esiste solo una, nemmeno due, ma ben sei isole perfettamente formate dislocate nei nostri oceani. Nostri, certo. Non si può parlare di questo problema se non si pensa che il problema è nostro, di tutti gli esseri viventi.

Abbiamo scoperto come gettare dei rifiuti nell’oceano può danneggiare non solo dei piccolissimi plancton, ma anche delle specie marine che poi consumano gli umani a tavola.

E se ci pensassimo meglio? Il gesto di un singolo può non fare nulla ma di sicuro un impegno comune potrebbe cambiare le sorti della nostra amata Terra.

Riportando un episodio reale, ho chiesto ad un giovane di pensare di trovare una soluzione agli immensi accumuli di plastica nell’oceano. La sua risposta è stata di portarli nello spazio.

Questa ingenua risposta non è che il senso comune ma lo specchietto di quello che la nostra specie può realizzare.

Tuttavia, come è usuale dire, c’è sempre una speranza.

Il progetto Kaisei è una nave di speranza e non solo. Lanciato nel 2009 da un’associazione no profit  l’ Ocean Voyages Institutes ha organizzato la più grande spedizione di pulizia delle isole di plastica, chiamata “Progetto Kaisei” conclusasi con successo a giugno.

A bordo della nave Kawei, marinai, educatori e biologi dotati di radiofari galleggianti con gps e droni, per 48 giorni hanno recuperato 103 tonnellate di plastica dalla Great Pacific.

Questi radiofari hanno permesso di lavorare con una tecnologia innovativa, con maggiore efficacia e precisione, con conseguente maggiore accuratezza nella missione. Tutti i rifiuti che sono stati raccolti, la maggior parte plastica, sono stati smistati e inviati agli impianti di trattamento per la termovalorizzazione o il corretto smaltimento negli inceneritori.

Di Marta Galuppi

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