ROA

Direttore responsabile di Pillole di Sicurezza. Laurea triennale in Ingegneria della sicurezza. Attualmente iscritta al percorso di laurea magistrale in Ingegneria della sicurezza industriale. Health and Safety Intern presso Amazon FCO1. Sempre alla ricerca di nuove sfide per migliorare me stessa, scoprire nuovi modi di apprendere e superare ciò che già esiste.

Quando si parla di un rischio non direttamente visibile, come quello delle radiazioni ottiche ROA, è sempre difficile percepire l’importanza di proteggersi. Le radiazioni ottiche possono avere sia origine naturale che artificiale e sono molto più vicine a noi di quanto pensi.

La sorgente naturale per eccellenza è il Sole, in grado di emettere in tutto lo spettro elettromagnetico ovvero dall’ultravioletto (UV) al visibile (VIS) fino ad arrivare all’infrarosso (IR).

Spettro elettromagnetico

Proprio per la facilità con cui si entra a contatto con tale rischio ROA, le organizzazioni internazionali e nazionali preposte alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, considerano l’esposizione a radiazione solare ultravioletta un rischio professionale per tutti coloro si trovino a lavorare all’aperto.

Il D.Lgs. 81/08 al Capo V del Titolo VIII, stabilisce le linee guida di protezione dagli effetti nocivi sugli occhi e sulla pelle, per i lavoratori esposti professionalmente alle Radiazioni Ottiche Artificiali.

È possibile classificare le sorgenti artificiali come:

  • coerenti quando emettono radiazioni in fase fra loro (i minimi e i massimi delle radiazioni coincidono);
  • non coerenti se emettono radiazioni sfasate.

Nel dettaglio, in quali attività lavorative è possibile entrare in contatto con apparati non coerenti? La maggior parte delle sorgenti coincide con l’utilizzo di strumenti per l’illuminazione che emettono principalmente nel visibile (VIS).

Gli esposti

Esistono però diverse attività lavorative soggette a questa fonte di rischio:

  • sterilizzazione;
  • essicazione di inchiostri e vernici;
  • fotoincisione;
  • controllo di difetti di fabbricazione;
  • campo medico e/o estetico (fototerapia dermatologica, abbronzatura);
  • saldatura.

A queste specifiche attività si sommano la presenza di sorgenti artificiali di per sé non coerenti di infrarossi (IF) come ad esempio i forni di fusione, i riscaldatori radianti, le lampade per riscaldamento a incandescenza, i dispositivi per la visione notturna.

Di seguito si riportano alcuni esempi di sorgenti ROA in ambito lavorativo:

Dispositivi LASER

La particolarità dei dispositivi L.A.S.E.R. (Amplificazione di Luce mediante Emissione Stimolata di Radiazione), è che emettono radiazioni ottiche di un’unica lunghezza d’onda, direzionali e di elevata intensità, sono pertanto considerati sorgenti coerenti.

Questi dispositivi trovano largo impiego in campo medico e/o estetico, nelle telecomunicazioni, nell’informatica, nella lavorazione di vari tipi di materiali e di componenti microscopici (taglio, saldatura, marcatura e incisione), in metrologia, nei laboratori di ricerca, in beni di consumo (basti pensare ai comuni lettori a distanza – “bar code” del supermercato) e nell’intrattenimento (laser per discoteche e concerti).

Per conoscere nel dettaglio tutti i rischi relativi alla salute, non perdere il prossimo articolo.

Di Francesca Romana Veriani

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