Autore di Pillole di Sicurezza. Laurea triennale in Ingegneria Chimica. Attualmente iscritta al percorso di laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile ( con indirizzo Mining and petroleum safety ). Pongo la curiosità come base della conoscenza e del progresso, in tutti gli ambiti di studio e formazione.

La domanda che ci si pone sul ruolo del fattore umano nella sicurezza è: “l’analisi di rischio può prescindere dall’includere la quantizzazione del fattore umano in un modello rappresentativo e applicabile in ogni singolo contesto?”.

Il modello di analisi basato sull’analisi di rischio quantitativa probabilizzata permette di individuare gli EI (Eventi Iniziatori). Sviluppare compiutamente il flusso del pericolo ad essi associato fino ad identificare il gruppo completo di scenari di fine ramo.

Teoricamente, si possono quindi ricavare due indicatori quantitativi di sintesi utili ai fini della valutazione: il rischio individuale e sociale.
Il fine è quello di ottenere un criterio di progettazione delle condizioni di sicurezza del sistema.

Quindi, l’analisi di rischio conosciuta dalla comunità tecnico-scientifica, come descritto precedentemente non include nel calcolo delle probabilità il fattore umano.

Il ruolo dell’ “errore umano” nella sicurezza

L’errore, nell’ottica dell’analisi che mira alla progettazione e all’aumento dell’affidabilità di sistemi, non ha mai considerato il “tasso di guasto umano”.

La ricerca, in questo senso ha negli ultimi anni, cercato di produrre modelli che potessero tradurre l’errore in valore di probabilità. Tuttavia, anche se sistematizzare l’ “umano” potrebbe sembrare la strada giusta, i modelli ottenuti hanno sempre avuto un grave limite: l’impossibilità di tradurre il fattore umano in valore numerico.

I modelli includono eventi legati all’ambiente di lavoro:

-attrezzature di lavoro;

-luogo di lavoro;

-organizzazione del lavoro.

Tutto questo può influenzare le condizioni lavorative e quindi indurre delle reazioni psicofisiche che scaturiscono dalla imprevedibilità della psicologia umana nella gestione di una situazione di emergenza o di una mansione che può differire dal contesto lavorativo ordinario.

Questo piccolo excursus sulla valutazione dell’errore umano mira a far comprendere la complessità del problema. Ancor più perché tutti i modelli sviluppati non si sono mai legati all’analisi di rischio così come utilizzata.

Dunque, la sicurezza e l’analisi del rischio, così come conosciuti, dovrebbero riuscire a superare l’ottenimento di un valore solo in termini di probabilità.

Di Marta Galuppi

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