Autore di Pillole di Sicurezza. Laureato triennale in Ingegneria industriale, attualmente iscritto al percorso di laurea magistrale in Ingegneria della Sicurezza e Protezione Civile (indirizzo industriale). Ritengo che la conoscenza sia un diritto e un dovere, che ognuno di noi deve aggiornare e coltivare. Per questo pongo tutti i miei sforzi per far sì che la Sicurezza, sia nel campo della Safety che nel campo della Security, sia sempre più condivisa e compresa, poiché la ritengo essenziale, non solo per il mondo del lavoro, ma per la nostra società moderna.

Le nuove regole e sanzioni per la stagione del 2021

Nel 2020 il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro è divenuto sempre più pressante. Questo ha portato all’implementazione di alcune misure atte ad elevare, nel modo più efficiente possibile, il livello di Safety nei vari luoghi di lavoro. Non è un segreto che molte delle novità introdotte in quest’ultimo anno, siano riconducibili alla presenza della pandemia da COVID-19. Nonostante ciò, sono insorte ulteriori motivazioni che hanno portato a degli interventi molto specifici nel campo della Safety. Esempio lampante è ciò che è avvenuto nel mondo dello sport; nello specifico, nel campo del ciclismo in cui sono entrate in vigore delle nuove regole e sanzioni, per la stagione del 2021, inerenti alla sicurezza.

La causa principale di tali innovazione risiede nei molteplici incidenti avvenuti durante la stagione del 2020. Tra cui alcuni che hanno purtroppo avuto dei risvolti molto gravi. Basti pensare al grave incidente del ciclista Fabio Jakobsen durante il Giro di Polonia sul traguardo di Katawice. In quell’occasione Jakobsen si era schiantato a 85 km/h sulle transenne, per colpa di una errata manovra del ciclista Dylan Groenewegen.

Oppure, si può richiamare l’incidente, dovuto all’impatto, tra il ciclista Julian Alaphilippe ed una moto dell’organizzazione, durante il Giro delle Fiandre.

L’intervento del PCC e dell’UCI

Per affrontare quindi il problema della sicurezza durante le gare, al fine di evitare ulteriori incidenti del genere, è intervenuto il Professional Cycling Council (PCC); il quale ha vagliato e approvato una serie di misure specifiche, tra cui:

  • un miglioramento nell’organizzazione e nella gestione delle gare, attraverso la nomina di un Safety Manager all’interno del Dipartimento Sportivo UCI;
  • una maggiore attenzione sulla formazione e la nomina del responsabile della sicurezza sia per le società organizzatrici sia per l’UCI. Quest’ultima dovrà indicare gli obiettivi dell’Event Safety Manager, elaborando un sistema di certificazione basato sull’esperienza e la formazione di quest’ultimo;
  • un aggiornamento ed una maggiore attenzione su particolari elementi della gara, come la zona di arrivo e le sue annesse transenne. Questi studi dovranno concentrarsi sugli standard delle barriere da utilizzare, ponendo particolare attenzione nelle tappe che prevedono gli sprint di gruppo;
  • una sorveglianza più severa circa il comportamento dei ciclisti durante la gara, come ad esempio la questione del lancio delle borracce o l’assunzioni di posizioni pericolose per il gruppo;
  • una supervisione più accurata dell’attrezzatura, come freni a disco e portaborraccia;
  • l’emanazione di direttive e sanzioni più severe per i componenti dell’organizzazione attivi durante le gare, come motociclisti, piloti di veicoli ed elicotteri televisivi;
  • l’obbligo di istituzione di un giornale di bordo e di briefing più dettagliati, al fine di mantenere un monitoraggio sempre più dettagliato.

Il comitato di gestione dell’UCI ha approvato la maggior parte di tali norme che sono entrate in vigore per l’inizio degli eventi UCI World Tour e UCI Women’s World Tour, ovvero per fine febbraio 2021.

Le critiche da parte degli atleti

Purtroppo, non sono mancate le critiche a queste normative, specialmente da parte dei corridori che hanno contestato fortemente l’attuabilità pratica di tali norme; in poche parole, si sono riscontrate delle contraddizioni e problematiche circa l’atto teorico di tali norme e la loro praticità. I corridori, in particolare il ciclista Iljo Keisse, hanno puntualizzato la loro supremazia circa le decisioni sui comportamenti da attuare durante la gara, in quanto la loro esperienza è superiore ai tecnici della sicurezza.

Tale reazione è dovuta soprattutto dalla rimozione di alcune posizioni assumibili durante la gara, tra cui:

  • la “super tuck position”, la tipica postura aerodinamica usata nella discesa;
  • la postura con l’appoggio dei gomiti sul manubrio e la congiunzione delle braccia in avanti;
  • il lancio della borraccia;
  • l’uso di marciapiede e piste ciclabili parallele al percorso ufficiale.

Ovviamente la tematica è molto delicata ma bisognerà aspettare di vedere se tali misure porteranno ai risultati sperati per decidere se dare ascolto o meno alle critiche ricevute.

Di Giorgio Cingolani

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