Gli studi epidemiologici sulle malattie da asbesto condotti sino ad oggi, hanno portato ad alcune conclusioni, le quali, anche se parziali, indicano certamente una dose-dipendenza. Inoltre conclusioni emergenti dagli studi più rappresentativi, sembrano attribuire una pari responsabilità ai vari tipi di asbesto nella genesi dell’asbestosie una differenza nel gradiente di pericolosità fra i vari tipi di amianto, per il tumore polmonare, riconoscendo agli anfiboli un ruolo preponderante rispetto al crisotilo. Per il mesotelioma, invece, che è una neoplasia estremamente rara, è stata negata l’esistenza di una relazione dose risposta, in quanto dai casi esaminati sembra che l’asbesto abbia agito anche dopo esposizioni molto basse.

Solo dopo studi più recenti, basati sulla ricostruzione anamnestica, si è giunti alla conclusione che una relazione tra l’intensità dell’esposizione e l’incidenza di neoplasia, possa essere considerata accettabile. Per quanto riguarda il tipo di asbesto implicato nell’induzione del mesotelioma pleurico, i dati epidemiologici depongono per un rischio decrescente dagli anfiboli al serpentino, individuando, inoltre nella lunghezza delle fibre un fattore importante della loro patogenicità. E’ infatti noto che soltanto le fibre comprese entro un preciso range dimensionale appartengono al gruppo delle fibre considerate respirabili, le quali hanno una maggiore probabilità di raggiungere le vie respiratorie terminali da dove possono migrare verso la pleura.

La definizione di “fibra respirabile”, secondo la normativa italiana, fa riferimento alla spiegazione dettata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e basata su parametri dimensionali, quali:

  • lunghezza maggiore di 5 μm;
  • diametro minore di 3 μm;
  • rapporto lunghezza/diametro maggiore di 3:1.

Dal processo respiratorio alla malattia

Il documento del Ministero della Salute (s.d.) precisa che: “la pericolosità relativa all’inalazione delle fibre dipende dal grado di penetrazione nelle vie respiratorie a sua volta dipendente dalle dimensioni delle fibre: quelle a diametro aerodinamico minore (funzione della geometria e della densità della fibra) sono suscettibili a penetrare più a fondo all’albero bronchiale fino agli alveoli [Figura 1] […]; le particelle di diametro maggiore, che si depositano nelle vie aere superiori (nasali e tracheo-bronchiali), possono essere eliminate attraverso il trasporto mucociliare dell’epitelio”.

Apparato Respiratorio

[Fig.1] Processo respiratorio

Ne risulta quindi che la natura pericolosa della fibra di amianto (per via inalatoria) sia legata a fattori interconnessi, quali:

  • la forma e dimensione;
  • la biopersistenza;
  • la composizione chimica e reattività della superficie.

Patologie da asbesto

Le patologie che si verificano sono prevalentemente a carico dell’apparato respiratorio o della membrana di rivestimento (pleura). Sono gravi, irreversibili e gli effetti non sono immediati poiché la malattia possiede tempi di latenza elevati (circa 10-15 anni per l’asbestosi; circa 20-40 anni per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma). Non esistono limiti soglia al di sopra dei quali si può contrarre la malattia. Perciò qualsiasi esposizione può causare il cancro, ma il rischio risulta essere superiore per le persone che hanno inalato grandi quantità per lungo tempo.

Benché più rare, esistono anche altre possibili malattie connesse all’amianto quali: tumori alla laringe, tumori del tratto gastrointestinale e dell’utero.

Di seguito vengono riportate più in particolare le patologie legate all’amianto.

a) Asbestosi: è una fibrosi parenchimale del polmone, molto simile alla silicosi che colpisce lavoratori fortemente espostia fibre di amianto.

b) Malattia Pleurica: con il termine di “malattia pleurica” si è designata la presenza di anomalie pleuriche benigne consistenti in ispessimenti e placche ialine.

c) Mesotelioma Maligno: è la neoplasia pleurica più frequente e la corrispondenza tra l’esposizione ad asbesto e la sua comparsa è il fattore che ha contribuito sul piano della patologia a definirlo, come entità patologica distinta. Attualmente si considera attribuibile all’asbesto ogni caso di tale neoplasia con anamnesi positiva per tale esposizione.

d) Tumore Polmonare: è ormai evidente che l’eziologia è complessa e multifattoriale, coinvolge fattori genetici, ambientali e occupazionali che interagiscono tra di loro.

Di Ginevra Hausherr

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