Affascinato del mondo Oil & Gas, la passione mi spinge ad approfondire le conoscenze sui temi della transizione energetica, della sicurezza e salute dei lavoratori e dell'ambiente, secondo i principi della sostenibilità.

La transizione energetica segnerebbe significativamente questa epoca in cui le risorse sono state sfruttate secondo il modello di crescita illimitato.

Ciclicamente si è assistito a transazioni energetiche come il passaggio dalla legna al carbone fossile, agli oli combustibili, al gas, fino ad arrivare alle energie rinnovabili.

L’obiettivo è quello di sfruttare energie incondizionatamente e condizionatamente rinnovabili.

Le emissioni mondiali di C02 sia attestano attorno ai 36,8 miliardi di tonnellate (alla fine del 2019, secondo il rapporto annuale del Global carbon project). Il passaggio all’energia elettrica, associato all’utilizzo di gas, ha il potenziale di ridurre fino a 1,2 di gigatonnellate le emissioni (dati del World Energy Outlook redatto dall’Agenzia Internazionale per l’Energia).

Il ruolo dell’idrogeno e dell’energia elettrica

I principali attori di questa transizione risultano essere l’idrogeno e l’energia elettrica.

L’atomo più semplice della tavola periodica, dal greco “generatore d’acqua”, si presenta come un elegante gas incolore e inodore. Il suo utilizzo non produrrebbe CO2 e ne altri fattori inquinanti. Inoltre potrebbe essere ricavato da fonti rinnovabili.

Il suo utilizzo potrebbe decarbonizzare i settori critici della siderurgia e della raffineria. Basti pensare che con 1kg si potrebbero produrre circa 10kg di acciaio e potrebbe essere combustibile per le automobili.

La sua versatilità promuoverebbe il graduale passaggio al gas e all’elettricità.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, anche per questa, il suo utilizzo sarebbe legato alla produzione da fonti di energia rinnovabile. L’obiettivo è quello dell’elettrificazione della produzione energetica e della mobilità. Inoltre l’energia prodotta può essere stoccata e immagazzinata con gli accumulatori che, a differenza delle fonti fossili, non hanno limiti e non impattano sull’ambiente.

L’efficienza energetica fornita da queste due risorse è di notevole importanza, in quanto rappresenterebbe il caposaldo della transizione energetica.

Transizione energetica e mercato finanziario

L’impresa che si approccia a questo nuovo tipo di mercato, risulterebbe meno rischiosa in quanto sarebbe un’attività con poco impatto sull’ambiente e che produrrebbe esternalità positive.

Questa avrebbe addirittura la possibilità di avere successo, qualora fosse gestita bene, rispetto a un’impresa che si pone in maniera conflittuale nei confronti della società e dell’ambiente.

In base all’evoluzione della tecnologia e dei fattori geopolitici, il mercato risulta meno turbolento e quindi anche più appetibile da parte di un possibile investitore.

La minor rischiosità sarebbe quindi molto preziosa e sinonimo di successo.

Di Vincenzo Michele Mamuscia

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